Guida per i genitori

Febbre nei bambini: quando preoccuparsi davvero

Sono le nove di sera, il termometro segna 39 e la domanda è sempre la stessa: aspetto o chiamo? Ecco cosa guardare, oltre al numero.

Chiama il 112 o vai in pronto soccorso se…

  • Ha meno di 3 mesi e ha 38 °C o più, anche se sembra tranquillo.
  • Fa fatica a respirare: respiro veloce, rumoroso, rientramenti fra le costole.
  • Ha macchie rosso-violacee che non scompaiono premendoci sopra un bicchiere trasparente.
  • È difficile da svegliare, è molle, o è inconsolabile da ore.
  • Ha il collo rigido o non sopporta la luce.
  • Ha una convulsione, o dopo una convulsione non torna come prima.
  • Non fa pipì da 8-12 ore, piange senza lacrime, ha la bocca secca.

Questa pagina è informativa e non sostituisce il parere di un medico. Nel dubbio, chiama: nessuno ti giudicherà per una telefonata di troppo.

Cos'è la febbre, e perché non è una malattia

La febbre non è il nemico: è la risposta del corpo a un'infezione. Il termostato interno si alza apposta, perché a quella temperatura i virus si moltiplicano peggio e le difese lavorano meglio. Per questo l'obiettivo non è «far scendere la febbre», ma far stare meglio il bambino: se con 38,5 gioca e beve, non c'è niente da spegnere.

Da quanti gradi si parla di febbre

Dipende da dove si misura, ed è la ragione per cui in giro si leggono numeri diversi: si parla di febbre da 37,5 °C misurati sotto l'ascella e da 38 °C misurati nel retto. Sotto quelle soglie si parla di temperatura leggermente alta, che può dipendere anche dall'ora del giorno, dai vestiti o dal fatto che ha appena corso.

Come si misura, senza sbagliare

Sotto l'ascella
È il metodo più usato in Italia. Il termometro va tenuto a contatto con la pelle asciutta, con il braccio ben aderente al corpo. Si considera febbre da 37,5 °C in su.
Nel retto
È la misura più precisa nei bambini piccoli, ed è quella su cui sono costruite le soglie internazionali: si parla di febbre da 38 °C. Va usato un termometro apposito e con delicatezza.
Nell'orecchio o sulla fronte
Comodi e veloci, ma meno affidabili sotto i sei mesi e sensibili a come vengono posizionati. Se il valore non torna con come sta il bambino, ricontrollate sotto l'ascella.
Il termometro a mercurio
Non si usa più: è vietato dal 2009 in Italia. Se ne avete ancora uno in casa va portato in isola ecologica, non buttato nella spazzatura.

Segnate ora e valore ogni volta: al pediatra serve l'andamento della giornata, non il picco. «Da tre giorni sale la sera fino a 39 e di mattina è a 37,5» è un'informazione, «ha la febbre alta» non lo è.

Quando chiamare il pediatra (senza correre in ospedale)

Ha fra 3 e 6 mesi: la febbre va sempre segnalata, anche se sta bene.
La febbre dura da più di tre giorni senza migliorare.
Era sfebbrato e la febbre è tornata dopo un giorno o due.
Ha dolore all'orecchio, mal di gola forte, bruciore a fare pipì.
Ha una malattia cronica o prende farmaci che abbassano le difese.
Non riesce a bere abbastanza, o vomita tutto quello che beve.
Semplicemente: sta peggio di come lo avete visto stare con le altre febbri.

Cosa si può fare a casa

Cinque cose che si sentono dire, e non sono vere

«Più gradi, più è grave»
Non è così. Un bambino con 39,5 che dopo l'antipiretico beve e gioca preoccupa molto meno di uno con 38 che resta molle e non risponde. Il numero non misura la gravità.
«La febbre alta gli fa male al cervello»
La febbre da infezione, per quanto alta, non danneggia il cervello. Il corpo ha un suo tetto e non sale all'infinito. Il colpo di calore è un'altra cosa, e ha altre cause.
«Va coperto per farlo sudare»
No: coprire troppo trattiene il calore. Meglio vestiti leggeri e stanza fresca, senza esagerare in senso opposto con spugnature fredde, che fanno venire i brividi e alzano la temperatura.
«Se ha la febbre serve l'antibiotico»
Quasi tutte le febbri dei bambini sono virali, e sugli antibiotici i virus non rispondono. L'antibiotico lo decide il pediatra, quando serve davvero.
«Ha la febbre perché mette i denti»
I denti possono dare qualche decimo e un po' di fastidio, non una febbre vera. Se ci sono 38,5 è successo altro, e va cercato altrove.

Le convulsioni febbrili

Capitano a una piccola parte dei bambini fra i 6 mesi e i 5 anni, spesso quando la temperatura sale in fretta. Fanno molta paura e quasi sempre non lasciano conseguenze. Se succede: mettete il bambino su un fianco in un posto sicuro, non mettetegli niente in bocca, non cercate di bloccarlo, guardate l'orologio. Chiamate il 112 se è la prima volta, se dura più di cinque minuti, se ha meno di un anno o se dopo non si riprende.

Dare l'antipiretico presto non impedisce le convulsioni febbrili: non è una cosa che si può prevenire abbassando la febbre.

Le domande che ci fanno più spesso

Quanti giorni può durare la febbre?

Nelle infezioni virali comuni tre giorni sono normalissimi, e fino a cinque capita. Oltre i tre giorni, però, conviene sentire il pediatra: non perché sia grave, ma perché è il momento giusto per capire da dove viene.

Devo svegliarlo di notte per misurargli la febbre?

No. Se dorme tranquillo, il sonno gli serve più del numero. Si controlla al risveglio.

Può andare all'asilo se ha ancora qualche linea?

La regola pratica quasi ovunque è: 24 ore senza febbre senza antipiretico. Le regole formali però cambiano da regione a regione e da nido a nido, quindi chiedete alla struttura.

A cura della redazione del Libretto Pediatrico. Contenuto informativo, non sostituisce il parere del pediatra: per il tuo bambino fa fede sempre quello che ti dice chi lo ha in cura.

Fonti: Ministero della Salute · Società Italiana di Pediatria · Istituto Superiore di Sanità. Ultimo aggiornamento: 7 settembre 2026.

Leggi anche

Tieni traccia della febbre senza foglietti sparsi

Nel Libretto Pediatrico ogni episodio di febbre si registra con orari, temperature e farmaci dati: al telefono col pediatra leggi la giornata invece di ricostruirla a memoria.

Iscriviti alla beta