Guida per i genitori
Febbre nei bambini: quando preoccuparsi davvero
Sono le nove di sera, il termometro segna 39 e la domanda è sempre la stessa: aspetto o chiamo? Ecco cosa guardare, oltre al numero.
Chiama il 112 o vai in pronto soccorso se…
- Ha meno di 3 mesi e ha 38 °C o più, anche se sembra tranquillo.
- Fa fatica a respirare: respiro veloce, rumoroso, rientramenti fra le costole.
- Ha macchie rosso-violacee che non scompaiono premendoci sopra un bicchiere trasparente.
- È difficile da svegliare, è molle, o è inconsolabile da ore.
- Ha il collo rigido o non sopporta la luce.
- Ha una convulsione, o dopo una convulsione non torna come prima.
- Non fa pipì da 8-12 ore, piange senza lacrime, ha la bocca secca.
Questa pagina è informativa e non sostituisce il parere di un medico. Nel dubbio, chiama: nessuno ti giudicherà per una telefonata di troppo.
Cos'è la febbre, e perché non è una malattia
La febbre non è il nemico: è la risposta del corpo a un'infezione. Il termostato interno si alza apposta, perché a quella temperatura i virus si moltiplicano peggio e le difese lavorano meglio. Per questo l'obiettivo non è «far scendere la febbre», ma far stare meglio il bambino: se con 38,5 gioca e beve, non c'è niente da spegnere.
Da quanti gradi si parla di febbre
Dipende da dove si misura, ed è la ragione per cui in giro si leggono numeri diversi: si parla di febbre da 37,5 °C misurati sotto l'ascella e da 38 °C misurati nel retto. Sotto quelle soglie si parla di temperatura leggermente alta, che può dipendere anche dall'ora del giorno, dai vestiti o dal fatto che ha appena corso.
Come si misura, senza sbagliare
Segnate ora e valore ogni volta: al pediatra serve l'andamento della giornata, non il picco. «Da tre giorni sale la sera fino a 39 e di mattina è a 37,5» è un'informazione, «ha la febbre alta» non lo è.
Quando chiamare il pediatra (senza correre in ospedale)
Cosa si può fare a casa
- Far bere spesso, poco per volta. Con la febbre si perdono più liquidi: acqua, latte, brodo, quello che accetta. È la cosa più utile in assoluto.
- Vestirlo leggero e tenere la stanza fresca, senza correnti d'aria addosso.
- Lasciarlo mangiare quanto vuole. Con la febbre l'appetito cala ed è normale: per qualche giorno non è un problema.
- Farlo riposare, senza obbligarlo a stare a letto se ha voglia di giocare.
- L'antipiretico serve per il malessere, non per il numero. Quale farmaco e in che dose lo dice il pediatra: nei bambini la dose si calcola sul peso, non sull'età, e per questo qui non troverai dosaggi. Non alternate due farmaci di vostra iniziativa e non date mai aspirina a un bambino con un'infezione virale.
Cinque cose che si sentono dire, e non sono vere
Le convulsioni febbrili
Capitano a una piccola parte dei bambini fra i 6 mesi e i 5 anni, spesso quando la temperatura sale in fretta. Fanno molta paura e quasi sempre non lasciano conseguenze. Se succede: mettete il bambino su un fianco in un posto sicuro, non mettetegli niente in bocca, non cercate di bloccarlo, guardate l'orologio. Chiamate il 112 se è la prima volta, se dura più di cinque minuti, se ha meno di un anno o se dopo non si riprende.
Dare l'antipiretico presto non impedisce le convulsioni febbrili: non è una cosa che si può prevenire abbassando la febbre.
Le domande che ci fanno più spesso
Quanti giorni può durare la febbre?
Nelle infezioni virali comuni tre giorni sono normalissimi, e fino a cinque capita. Oltre i tre giorni, però, conviene sentire il pediatra: non perché sia grave, ma perché è il momento giusto per capire da dove viene.
Devo svegliarlo di notte per misurargli la febbre?
No. Se dorme tranquillo, il sonno gli serve più del numero. Si controlla al risveglio.
Può andare all'asilo se ha ancora qualche linea?
La regola pratica quasi ovunque è: 24 ore senza febbre senza antipiretico. Le regole formali però cambiano da regione a regione e da nido a nido, quindi chiedete alla struttura.
