Guida per i genitori

Percentili e curve di crescita: come si leggono

«È al 15° percentile.» Detta così sembra una pagella, e infatti è la frase che manda a casa più genitori preoccupati del necessario. Ecco cosa vuol dire davvero, e cosa guarda il pediatra quando segna il puntino sul grafico.

Cos'è un percentile

Un percentile è semplicemente una posizione in fila. Immagina di mettere in riga 100 bambini della stessa età e dello stesso sesso di tuo figlio, dal più leggero al più pesante. Se tuo figlio si trova al ventesimo posto, è al 20° percentile: 19 pesano meno di lui, 80 pesano di più.

Non è un voto e non è una percentuale di «quanto è sano». È una fotografia di dove si colloca rispetto agli altri, e per definizione qualcuno deve stare in fondo alla fila: se tutti i bambini fossero al 50° percentile, i percentili non esisterebbero.

I numeri, uno per uno

3° percentile
Su 100 bambini della stessa età e dello stesso sesso, 3 pesano (o misurano) meno di lui e 96 di più. È il limite basso di quello che si considera normale: 3 bambini sani su 100 stanno lì.
25° percentile
Un quarto dei bambini sta sotto, tre quarti sopra. È una posizione del tutto comune: significa «un po' più minuto della media», non «sotto peso».
50° percentile
Esattamente a metà del gruppo. Non è un obiettivo da raggiungere: metà dei bambini sani, per definizione, sta sotto.
75° percentile
Tre quarti dei bambini stanno sotto. Vuol dire «un po' più grande della media», niente di più.
97° percentile
Solo 3 bambini su 100 stanno sopra. È il limite alto della normalità, non un allarme automatico.

Cosa guarda davvero il pediatra

Il puntino di oggi, da solo, dice pochissimo. Quello che rende utile una curva di crescita è che ci siano tanti puntini nel tempo, uno accanto all'altro.

La linea, non il punto
Un bambino che sta al 20° percentile da sempre sta crescendo perfettamente: ha semplicemente la sua costituzione. Il pediatra guarda se la curva prosegue parallela alle altre, non a che altezza si trova.
I genitori
L'altezza è in gran parte ereditaria. Due genitori minuti fanno spesso figli sui percentili bassi, ed è normale così.
Peso e altezza insieme
Un peso «basso» in un bambino anche basso di statura è coerente. Il rapporto fra i due dice molto più del peso da solo.
Come sta il bambino
Un bambino che mangia, gioca, dorme, ha energia e si ammala come tutti gli altri è un bambino che cresce bene, qualunque sia la riga su cui viaggia.

Quali curve si usano in Italia

Le più diffuse sono gli standard di crescita dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: quelli del 2006 per la fascia da 0 a 5 anni e i riferimenti del 2007 dai 5 ai 19 anni. Gli standard OMS 0-5 anni sono costruiti su bambini allattati al seno cresciuti in condizioni favorevoli: descrivono cioè come i bambini dovrebbero crescere, non solo come crescono in media.

In Italia molti libretti riportano anche le curve italiane (le tabelle SIEDP), che descrivono la popolazione italiana reale. Curve diverse danno percentili leggermente diversi per la stessa misura: è normale, e non vuol dire che una delle due sia sbagliata. Quello che non va fatto è confrontare un percentile letto su una curva con uno letto su un'altra.

Quattro misure, non una

Quando vale la pena parlarne

Cambia corsia in discesa
La curva scende attraversando due fasce di percentile (per esempio dal 50° al 10°) nel giro di pochi mesi.
Si appiattisce
Il peso resta fermo per settimane in un bambino piccolo, o l'altezza smette di aumentare in un bambino più grande.
Peso e altezza si separano
Il peso sale molto più in fretta dell'altezza, o viceversa.
Sotto il 3° o sopra il 97°
Non è di per sé una malattia, ma è la situazione in cui il pediatra vuole guardare meglio, misurare più spesso ed eventualmente approfondire.

Una precisazione che fa risparmiare molte ansie: nei primi giorni di vita quasi tutti i neonati perdono peso (fino a circa il 7-10% del peso alla nascita) e lo recuperano entro le prime due settimane. È fisiologico e non è un calo di percentile.

Le domande che ci fanno più spesso

Essere sotto il 50° percentile è un problema?

No, ed è il malinteso più comune. Il 50° percentile è la mediana, non il minimo: metà dei bambini perfettamente sani sta sotto. Un bambino stabile al 25° sta meglio di uno che in sei mesi è passato dal 75° al 50°.

Il percentile può cambiare da un controllo all'altro?

Sì, ed è normale che oscilli di qualche punto: dipende anche da come è stato misurato, se aveva il pannolino, se era appena stato allattato. Nei primi due anni, inoltre, molti bambini «trovano la loro riga» spostandosi rispetto al peso alla nascita. Conta la tendenza su più misurazioni, non lo scarto fra due.

Posso calcolare il percentile da solo a casa?

Puoi calcolarlo, ed è utile per tenere traccia. Ma il numero va sempre letto insieme alla storia del bambino: è il pediatra che sa se quel valore, per quel bambino, significa qualcosa.

A cura della redazione del Libretto Pediatrico. Contenuto informativo, non sostituisce il parere del pediatra: per il tuo bambino fa fede sempre quello che ti dice chi lo ha in cura.

Fonti: OMS — Child Growth Standards 2006 e Growth Reference 2007 · Ministero della Salute · Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (curve italiane). Ultimo aggiornamento: 7 settembre 2026.

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